Ceriale, cosa visitare

Ceriale, cosa visitare

Ceriale è una bella località balneare della Riviera ligure di Ponente. Ha poche testimonianze artistiche anteriori al saccheggio dei Turchi, ma ha molto da offrire, sia da un punto di vista naturalistico che storico.

Ceriale ha pagato a caro prezzo il saccheggio dei Turchi, che hanno gravemente compromesso il borgo.
Era ricca di arte e cultura, ma i saraceni hanno distrutto tutto e non sono quasi rimaste testimonianze anteriori al 1637.
Come abbiamo anticipato nell’articolo precedente “Ceriale, un po’ di storia”, è ancora visibile una  fortificazione militare, ovvero il il grande bastione risalente al 1564, che sorge in piazza della Vittoria e la torre dietro la chiesa.
Successivamente alla razzia dei saraceni, accanto al campanile superstite, fu costruita la nuova Parrocchia dei Ss Giovanni Battista ed Eugenio. Fu progettata dall’architetto Brunengo, che volle dotare il tempio di cupola berniniana.
Si possono notare un crocifisso cinquecentesco e pale cinque e seicentesche.

Verso l’entroterra  vi sono le edificazioni più antiche, come la Chiesetta nella frazione di Peagna, che conserva affreschi quattrocenteschi, e il campanile barocco,  il borgo di Capriolo abbandonato nel Medioevo e, seppur rimanga in territorio di Albenga, la bellissima Chiesa di S.Giorgio di Campochiesa, databile tra l’VIII e X secolo. Tre navate e affreschi,  tra cui va evidenziato il Giudizio Universale.

Interessantissimo per tutti il Museo Paleontologico del Rio Torsero a Peagna, intitolato a Silvio Lai.

Il Museo Paleontologico del Rio Torsero a Peagna è  nato per conservare i numerosi pezzi scoperti sulle sponde del corso d’acqua, soprattutto fossili di conchiglie.

Questa zona è infatti una delle più importanti in Italia per la presenza di macrofossili che risalgono a 7 milioni di anni fa circa.

I ritrovamenti concentrati a circa un chilometro dalla spiaggia testimoniano l’antica presenza di un mare “caraibico”, vista la similitudine dei fossili con altre specie presenti nei mari caldi.
Lo studioso cerialese Agostino Sasso, docente di mineralogia e ittiologia all’Università di Genova, dal 1827 cominciò la catalogazione e ora il  "Silvio Lai" conserva molti di questi fossili.

Il Museo intitolato a Silvio Lai  ha tre sale: una per le conferenze, un laboratorio, dove si può seguire il lavoro dei ricercatori alle prese con bilance di precisione, lampade a raggi ultravioletti e microscopio, e il museo vero e proprio, con sette vetrine che conservano un centinaio di famiglie rappresentate di conchiglie, fossili di cetacei e impronta di granchio. Tra le rarità lo “strombus coronatus”, alcuni “coni” e “cipree”.

A due passi dal Camping Baciccia trovi anche … un mare di storia.

 

 

 

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